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Fr |04|11|2011| CINEMA

Fortapasc

Marco Risi, IT 2009, 108', Ov/d/f,

CINEMA ITALIANO - TOURNEEFESTIVAL 2011

"Fortapàsc" ist neapolitanische Umgangssprache und steht für "Fort Apache"; ein Titel, der an die Tradition des Western erinnert. Mit "Fortapàsc" bezeichnete man in den 80er Jahren Torre Annunziata, die heruntergekommene Vorstadt von Neapel, die sich damals vollständig im Griff der Camorra befand. Ausgerechnet hierhin verschlägt es den jungen, bei der Tageszeitung Il Mattino arbeitenden Journalisten Giancarlo Siani. Es ist die Zeit der Bandenkriege zwischen dem Gangsterboss Valentino Gionta und dem Clan der Nuvoletta. Mit seinem giftgrünen Landrover, seinem jungenhaften Aussehen und seiner altmodischen Schreibmaschine wirkt Giancarlo Siani zunächst unbedarft. Bald aber kommt er Korruptionsskandalen und geheimen Verbindungen zwischen Camorra, Justiz und Wirtschaft auf die Spur. Giancarlo will aufklären, doch seine Artikel wirbeln zu viel Staub auf. Am 23.9.1985 wird Giancarlo Siani vor seinem Haus von Auftragskillern erschossen.

Il film racconta la storia vera del giornalista Giancarlo Siani che, a 26 anni appena compiuti, è stato ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985, sotto la sua casa nel quartiere residenziale del Vomero a Napoli, colpevole solo di voler fare il suo mestiere con professionalità e rigore.

"Solange es Filme wie "Fortapàsc" gibt, ist Italien kein totes Land. (...) Die Montage, die zwischen dem Gipfeltreffen der Bosse und der Sitzung des Gemeinderates hin und her wechselt, lässt keinen Zweifel daran, dass der Film eine Hommage an "Le mani sulla città" von Francesco Rosi ist. Zugleich erinnert mich die Montage an die Gegenüberstellung der Sitzungen der Diebe und jener der Polizisten in "M" von Fritz Lang." Alberto Crespi, L'Unità

"A prescindere dall'ottima recitazione generale, ciò che colpisce di "Fortapàsc" è la determinazione con cui è girato, la capacità che ha la regia di dividersi tra il diario di viaggio di un giovane uomo, e il lungometraggio di impegno civile. Non mancano le sequenze spettacolari, come ad esempio il regolamento di conti tra due delle bande di Torre Annunziata, ma a differenza di "Gomorra", ad esempio, dove la violenza si faceva spettacolo, in "Fortapàsc" rimangono impresse soprattutto le scene in cui la mafia ci viene mostrata attraverso l'animo inquieto ma determinato del ragazzo. Lo schiaffo in un bar desolato, la solitudine di un salotto in cui si ode una voce sospesa, le telefonate mute. La vera inquietudine non sono le pistole e i fucili, sembra suggerirci Risi, ma la sensazione costante che, più ci si avvicina alla verità, più prende forma un fantasma impalpabile." Diego Altobelli, Tempi moderni

04.11.2011, 20:15

"Fortapàsc" ist neapolitanische Umgangssprache und steht für "Fort Apache"; ein Titel, der an die Tradition des Western erinnert. Mit "Fortapàsc" bezeichnete man in den 80er Jahren Torre Annunziata, die heruntergekommene Vorstadt von Neapel, die sich damals vollständig im Griff der Camorra befand. Ausgerechnet hierhin verschlägt es den jungen, bei der Tageszeitung Il Mattino arbeitenden Journalisten Giancarlo Siani. Es ist die Zeit der Bandenkriege zwischen dem Gangsterboss Valentino Gionta und dem Clan der Nuvoletta. Mit seinem giftgrünen Landrover, seinem jungenhaften Aussehen und seiner altmodischen Schreibmaschine wirkt Giancarlo Siani zunächst unbedarft. Bald aber kommt er Korruptionsskandalen und geheimen Verbindungen zwischen Camorra, Justiz und Wirtschaft auf die Spur. Giancarlo will aufklären, doch seine Artikel wirbeln zu viel Staub auf. Am 23.9.1985 wird Giancarlo Siani vor seinem Haus von Auftragskillern erschossen.

Il film racconta la storia vera del giornalista Giancarlo Siani che, a 26 anni appena compiuti, è stato ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985, sotto la sua casa nel quartiere residenziale del Vomero a Napoli, colpevole solo di voler fare il suo mestiere con professionalità e rigore.

"Solange es Filme wie "Fortapàsc" gibt, ist Italien kein totes Land. (...) Die Montage, die zwischen dem Gipfeltreffen der Bosse und der Sitzung des Gemeinderates hin und her wechselt, lässt keinen Zweifel daran, dass der Film eine Hommage an "Le mani sulla città" von Francesco Rosi ist. Zugleich erinnert mich die Montage an die Gegenüberstellung der Sitzungen der Diebe und jener der Polizisten in "M" von Fritz Lang." Alberto Crespi, L'Unità

"A prescindere dall'ottima recitazione generale, ciò che colpisce di "Fortapàsc" è la determinazione con cui è girato, la capacità che ha la regia di dividersi tra il diario di viaggio di un giovane uomo, e il lungometraggio di impegno civile. Non mancano le sequenze spettacolari, come ad esempio il regolamento di conti tra due delle bande di Torre Annunziata, ma a differenza di "Gomorra", ad esempio, dove la violenza si faceva spettacolo, in "Fortapàsc" rimangono impresse soprattutto le scene in cui la mafia ci viene mostrata attraverso l'animo inquieto ma determinato del ragazzo. Lo schiaffo in un bar desolato, la solitudine di un salotto in cui si ode una voce sospesa, le telefonate mute. La vera inquietudine non sono le pistole e i fucili, sembra suggerirci Risi, ma la sensazione costante che, più ci si avvicina alla verità, più prende forma un fantasma impalpabile." Diego Altobelli, Tempi moderni